lunedì 19 gennaio, 2026
Negli ultimi giorni diversi quotidiani italiani hanno riportato un nuovo caso di compromissione di un account email appartenente a un noto creator del settore tecnologico. Le ricostruzioni indicano che gli attaccanti avrebbero ottenuto l’accesso alla casella di posta e all’intero ecosistema Google collegato, causando la perdita di accesso alla mail, ai servizi associati e persino ai canali video.
In alcuni casi, gli account compromessi hanno iniziato a mostrare contenuti non autorizzati, come dirette e video legati a investimenti o criptovalute, un comportamento tipico delle compromissioni con finalità fraudolente. [milanotoday.it] [virgilio.it]
Si tratta dell’ennesimo episodio che conferma una tendenza ormai consolidata: la posta elettronica continua a essere uno dei principali bersagli degli attaccanti, e la vulnerabilità degli account personali può avere conseguenze a catena su molti altri servizi digitali collegati.

Le piattaforme online utilizzano la posta elettronica per il recupero degli account. Chi ottiene l’accesso alla casella può spesso controllare anche YouTube, social network e servizi cloud. È esattamente lo scenario riportato nei casi di cronaca di questi giorni.
Molte compromissioni iniziano con un messaggio che sembra legittimo. Anche utenti molto esperti possono cadere in una trappola ben costruita, soprattutto quando gli attaccanti imitano comunicazioni ufficiali o avvisi di sicurezza. Gli articoli indicano che l’episodio più recente potrebbe essere stato innescato da un errore umano, dinamica coerente con le tecniche di phishing moderne.
Una volta ottenuto l’accesso alla mail, i criminali tentano di modificare le credenziali, cambiare gli indirizzi associati ai social, inviare comunicazioni fraudolente e produrre contenuti ingannevoli sui canali della vittima. Le testate riportano tentativi di cambi email sui profili social e pubblicazione non autorizzata di contenuti live.
Questi episodi dimostrano una verità fondamentale:
la sicurezza digitale non è fatta solo di software, ma soprattutto di comportamenti quotidiani.
Riconoscere un tentativo di phishing, utilizzare metodi di autenticazione adeguati e proteggere le proprie identità digitali sono pratiche che spesso fanno la differenza tra un tentato attacco e una compromissione reale.
Molte persone pensano che per difendersi serva un alto livello tecnico.
La realtà è diversa: la maggior parte delle violazioni avviene per una distrazione, un clic fuori posto o un’abitudine rischiosa.
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È un percorso semplice, pratico e pensato per utenti di qualsiasi livello, proprio per evitare situazioni come quelle viste nelle cronache recenti.
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